venerdì 27 maggio 2011

com-putazione cognitiva del Tao

Due tra le tesi fondamentali introdotte da Maturana e Varela nella descrizione dei sistemi viventi e nella loro Teoria di Santiago della Cognizione, ovvero l'identificazione del processo della vita con il processo della cognizione, unito al concetto che ogni unità autopoietica con organizzazione circolare ricursiva produce-genera (to enact, enaction) "un mondo" tramite il suo accoppiamento strutturale con l'ambiente, ha evidentemente ricadute radicali sulla definizione e concezione di termini da lungo tempo dibattuti quali "mondo", "realtà", "coscienza" e sul concetto di cognizione stessa.


Heinz von Foerster, in un classico lavoro pioneristico del 1973 intitolato "Sul Costruire una Realtà", ha illustrato con la sua impareggiabile lateralità come il processo della cognizione possa essere definito come una serie infinita di processi ricorsivi di computazione (computing, tradotto come computare e non come calcolare in quanto, come spiegato nel lavoro stesso, ci si riferisce non necessariamente a soli calcoli numerici ma ad operazioni/trasformazioni del tutto generali).
Il titolo stesso esplicita la posizione epistemologica di von Foerster: il fatto che la Realtà possa essere "costruita" e che non vi è una Realtà, "la" Realtà, ma diverse Realtà, in accordo con la Teoria di Santiago:

"… Questo è il "Problema della Cognizione", la ricerca di una comprensione dei processi cognitivi.

Il modo in cui è posta una domanda determina il modo in cui una risposta può essere trovata. Quindi, dipende da me parafrasare (→) il Problema della Cognizione in modo tale che gli strumenti concettuali che sono oggi a nostra disposizione possano diventare pienamente efficaci. A tal fine, lasciatemi parafrasare "cognizione" nel modo seguente:

COGNIZIONE → computare una realtà.

Con questo prevedo una tempesta di obiezioni. In primo luogo, sembra che sostituisco un termine sconosciuto, "cognizione", con tre altri termini, due dei quali, "computare" e "realtà", sono opachi anche più del definiendum (Nota: l'oggetto del definirsi), e l'unica parola definita qui usata è l'articolo indeterminativo "una". Inoltre, l'uso dell'articolo indeterminativo implica l'idea ridicola di altre realtà oltre a "la" unica e sola realtà, il nostro caro Ambiente; e infine sembro suggerire con "computare" che tutto, dal mio orologio da polso alle galassie, è solo computato, e non è "là". Scandaloso!

Lasciatemi cogliere queste obiezioni una ad una. In primo luogo, vorrei rimuovere il pungiglione semantico che il termine "computare" può provocare in un gruppo di donne e di uomini che sono più inclini verso le discipline umanistiche che per le scienze. Abbastanza innocuamente, computare (da com-putare) significa letteralmente riflettere, contemplare (putare) le cose in concerto (com-), senza alcun riferimento esplicito alle quantità numeriche. Anzi, userò questo termine nel senso più generale per indicare qualsiasi operazione, non necessariamente numerica, che trasforma, modifica, ri-organizza, o ordini entità fisiche osservate, "oggetti", o le loro rappresentazioni, "simboli". Per esempio, la permutazione semplice delle tre lettere A, B, C, in cui l'ultima lettera diventa la prima: C, A, B, la chiamerò una computazione. Allo stesso modo, l'operazione che cancella le virgole tra le lettere: CAB, e allo stesso modo la trasformazione semantica che cambia CAB in TAXI, e così via. (Nota: cab in inglese-americano significa taxi)

Passo ora alla difesa del mio uso dell'articolo indeterminativo nella frase-sostantivo "una realtà". Potrei, naturalmente, nascondermi dietro l'argomento logico che risolvendo il caso generale, implicito nel "una", avrei risolto anche ogni caso specifico indicato con l'uso di "la". Tuttavia, la mia motivazione è molto più profonda. Infatti, vi è uno iato profondo che separa la "LA"-scuola-di-pensiero dalla "UNA"-scuola-di-pensiero in cui, rispettivamente, i concetti distinti di "conferma" e "correlazione" vengono presi come paradigmi esplicativi per le percezioni. La "La Scuola": La mia sensazione del tatto è la conferma della mia sensazione visiva che è qui c’è un tavolo. La '"UNA-Scuola": La mia sensazione del tatto in correlazione con la mia sensazione visiva genera un'esperienza che posso descrivere come "qui c’è un tavolo".

Io rigetto la posizione del “LA” su basi epistemologiche, perché in questo modo tutto il Problema della Cognizione è tranquillamente riposto nel proprio punto cieco cognitivo: anche la sua assenza non può più essere vista. (Nota: ci si riferisce come analogia al punto cieco della visione, dove il nervo ottico dell’occhio si diparte dalla retina, e che noi non vediamo in quanto “riempito” dal cervello)

Infine si potrebbe giustamente obiettare che i processi cognitivi non calcolano orologi da polso e galassie, ma calcolare al massimo descrizioni di tali entità. Così cedo a questa obiezione e sostituisco la mia ex parafrasi con:

COGNIZIONE → computare descrizioni di una realtà.

I neurofisiologi, tuttavia, ci dicono che una descrizione computata su un unico livello di attività neurale, diciamo una immagine proiettata sulla retina, sarà operata di nuovo su livelli più alti, e così via, dove alcune attività motorie possono essere prese da un osservatore come una "descrizione terminale", ad esempio l'espressione: "qui c’è un tavolo" (Nota: Maturana e Varela, Neurophysiology of Cognition, 1970 - analogo alla definizione di stati di coerenza di Varela per il meccanismo della visione). Di conseguenza, devo modificare questa parafrasi di nuovo come:

dove la freccia che torna indietro suggerisce questa ricorsione infinita di descrizioni di descrizioni. . . etc. Questa formulazione ha il vantaggio che un termine sconosciuto, e cioè la "realtà", è eliminato con successo. La Realtà appare solo implicitamente come operazione di descrizione ricorsive. Inoltre, possiamo sfruttare la nozione che computare descrizioni non è altro che computare. Quindi:

In sintesi, propongo di interpretare i processi cognitivi come una serie infinita di processi ricorsivi di computazione."



Maturana e Varela, si può interpretare quindi come limite di un processo ricursivo circolare infinito, allo stesso modo in cui l'Autopoiesi, l'organizzazione dei sistemi viventi, si può interpretare come limite ricursivo circolare infinito delle auto-operazioni del sistema in una chiusura operazionale.


martedì 24 maggio 2011

Tao NON pura-mente acustico: la Madre di tutti i rock





Tao NON (solo) pura-mente acustico: a Stairway to Tao


There's a lady who's sure
All that glitters is gold
And she's buying a stairway to heaven.
When she gets there she knows
If the stores are all closed
With a word she can get what she came for.
Ooh, ooh, and she's buying a stairway to heaven.
There's a sign on the wall
But she wants to be sure
'Cause you know sometimes words have two meanings.
In a tree by the brook
There's a songbird who sings,
Sometimes all of our thoughts are misgiven.
Ooh, it makes me wonder,
Ooh, it makes me wonder.
There's a feeling I get
When I look to the west,
And my spirit is crying for leaving.
In my thoughts I have seen
Rings of smoke through the trees,
And the voices of those who stand looking.
Ooh, it makes me wonder,
Ooh, it really makes me wonder.
And it's whispered that soon, If we all call the tune
Then the piper will lead us to reason.
And a new day will dawn
For those who stand long
And the forests will echo with laughter.
If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now
It's just a spring clean for the May queen.
Yes, there are two paths you can go by
But in the long run
There's still time to change the road you're on.
And it makes me wonder.
Your head is humming and it won't go
In case you don't know,
The piper's calling you to join him,
Dear lady, can you hear the wind blow,
And did you know
Your stairway lies on the whispering wind.
And as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How ev'rything still turns to gold.
And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.
And she's buying a stairway to heaven


Tao pura-mente acustico: it makes me wonder

il Te del Tao: XVII - LA PURA INFLUENZA


XVII - LA PURA INFLUENZA

Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano,
vennero poi quelli che amò ed esaltò,
e poi quelli che temette,
e poi quelli di cui si fece beffe:
quando la sincerità venne meno
s'ebbe l'insincerità.
Com'erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole!
Ad opera compiuta e ad impresa riuscita
dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.

la Miseria (4 di Denari)


Questa donna ha innalzato intorno a sé una fortezza, e si aggrappa a tutti i suoi averi pensando che siano i suoi tesori. Di fatto, ha accumulato tanti di quegli oggetti con cui addobbarsi - comprese le penne e le pelli di creature viventi - che in questo sforzo si è resa bruttissima. Questa carta ci sfida a vedere ciò a cui ci aggrappiamo, tutto ciò che sentiamo di possedere e che riteniamo tanto prezioso da richiedere di essere protetto da una fortezza. Non occorre che sia un grosso conto in banca, o una scatola piena di gioielli - potrebbe essere una cosa semplice come un po' di tempo condiviso con un amico, oppure l'arrischiarci a esprimere il nostro amore a un'altra persona. Come un pozzo che stagna a causa dell'inutilizzo, poiché è stato sigillato, i nostri tesori diventano opachi e senza valore se ci rifiutiamo di condividerli. Qualsiasi sia la cosa a cui ti stai aggrappando, ricorda che non puoi portarla con te. Allenta la tua morsa e senti la libertà e il senso d'espansione che la condivisione porta con sé.

Nel momento in cui diventi avaro, avido, ti chiudi al fenomeno fondamentale dell'esistenza: l'espansione, la condivisione. Nel momento in cui inizi ad aggrapparti alle cose, manchi il bersaglio - perdi l'occasione. Il punto importante non sono gli oggetti, bensì tu, la tua essenza più intima - non una bella casa, ma il tuo splendido essere; non tanto denaro, ma l'essere che è più ricco; non tante cose, ma un essere aperto, disponibile a milioni di sollecitazioni, a milioni di cose.

lunedì 23 maggio 2011

Tao-chi massiccio




in memoriam Tao


Il 28 agosto 1931 un regio decreto promulgato da Giuliano Balbino sotto la regia di Giovanni Gentile imponeva per l'insegnamento all'Università non solo il giuramento allo statuto albertino e alla monarchia, ma anche al regime fascista.

Gli esiti del giuramento di fedeltà al fascismo furono per Mussolini assai lusinghieri.
"Sublimato all'un per mille", titolò sprezzantemente un giornale d'obbedienza littoria. Seppure sotto ricatto, su oltre milleduecento accademici, soltanto quindici opposero un rifiuto, perdendo così la cattedra universitaria e subendo altre conseguenze.

Questi sono i loro nomi:

Giorgio Levi Della Vida, Università di Roma, orientalista
Gaetano De Sanctis, Università di Roma, storico
Ernesto Buonaiuti, Università di Roma, teologo, storia del cristianesimo
Vito Volterra, Università di Roma, matematico, fisico-matematico
Edoardo Ruffini Avondo, figlio di Francesco, Università di Perugia, giurista
Bartolo Nigrisoli, Università di Bologna, chirurgo
Mario Carrara, Università di Torino, antropologo
Francesco Ruffini, Università di Torino, giurista
Lionello Venturi, Università di Torino, storico e critico dell'arte
Giorgio Errera, Università di Pavia, chimico
Fabio Luzzatto, Regia Scuola superiore di agricoltura di Milano, giurista
Piero Martinetti, Università di Milano, filosofo
Aldo Capitini, Scuola Normale di Pisa, filosofo
Errico Presutti, Università di Napoli, Diritto amministrativo e costituzionale 
Antonio De Viti De Marco, Università di Roma, scienza delle finanze

a questi si aggiunge:

Giuseppe Antonio Borgese, Università di Milano,ordinario di Estetica, esule negli Stati Uniti

Nel 1931 Einstein scrisse una lettera al ministro Alfredo Rocco in sostegno dei colleghi italiani:

Egregio signore,
due dei più autorevoli e stimati uomini di scienza italiani, turbati nelle loro coscienze, si rivolgono a me e mi pregano di scriverle al fine di impedire, se possibile, un duro provvedimento che minaccia gli studiosi italiani. Si tratta del giuramento di fedeltà al regime fascista. La mia preghiera è che lei voglia consigliare al signor Mussolini di risparmiare al fiore dell’intelletto italiano un’umiliazione simile.
Per quanto diverse possano essere le nostre convinzioni politiche, io so che v’è un punto fondamentale che ci unisce; entrambi riconosciamo e ammiriamo nello sviluppo intellettuale europeo il bene più alto. Esso si fonda sulla libertà di pensiero e di insegnamento e sul principio che la ricerca della verità deve precedere ogni altro fine. È solo basandosi su un tale principio che la nostra civiltà è potuta sorgere in Grecia, celebrando la sua rinascita in Italia nell’epoca del Rinascimento. Quel bene, il più prezioso che noi possediamo, è stato pagato col sangue di martiri, di uomini puri e grandi, per opera dei quali l’Italia è tuttora amata e onorata.

Non è mia intenzione discutere con lei le giustificazioni che la ragion di Stato può avanzare circa gli attentati alla libertà umana. Ma la ricerca della verità scientifica, svincolata dagli interessi materiali di tutti i giorni, dovrebbe essere sacra a ogni governo, ed è per tutti del più alto interesse che i leali servitori della verità scientifica vengano lasciati in pace. Ciò è anche, senza dubbio, nell’interesse dello Stato italiano e del suo prestigio agli occhi del mondo.




la Sintesi per il Tao complesso vivente

 

In La Rete della Vita Fritjof Capra ha proposto una sintesi come Descrizione Minima Sufficiente valida per tutti i sistemi viventi.
Una descrizione di questo tipo ci si aspetta abbia almeno due caratteristiche specifiche:
la prima è che sia una meta o una meta-meta descrizione, per poter essere allo stesso livello logico dell'elevata complessità dei sistemi viventi
la seconda è che una sola descrizione può non esserea sufficiente a coprire tutti gli aspetti della complessità dei livelli 2-3, dalla cellula all'organismo, ma sia un intreccio di più descrizioni, o meta-descrizioni, complementari e interagenti.

La sintesi è basata sui tre livelli interconnessi di descrizione:



Schema di organizzazione
Per schema (pattern) di organizzazione si intende la configurazione delle relazioni che determina le caratteristiche essenziali del sistema, identificato con l'autopoiesi definita da Maturana e Varela.

Struttura
La materializzazione fisica dello schema di organizzazione del sistema, identificato con la struttura dissipativa di Prigogine.

Processo della vita
L’attività necessaria alla materializzazione continua dello schema di organizzazione del sistema, identificata con la cognizione come proposto e definito da Bateson e Maturana e Varela.

"In estrema sintesi, ciò che propongo è di interpretare l’autopoiesi, definita da Maturana e Varela, come lo schema della vita (cioè come lo schema di organizzazione dei sistemi viventi); la struttura dissipativa, definita da Prigogine, come la struttura dei sistemi viventi; e la cognizione, definita inizialmente da Gregory Bateson e in modo più completo da Maturana e Varela, come il processo della vita.
Lo schema di organizzazione determina le caratteristiche essenziali di un sistema. In particolare, stabilisce se il sistema è vivente o no. Nella nuova teoria, l’autopoiesi – lo schema di organizzazione dei sistemi viventi– è quindi la caratteristica che definisce la vita. Per stabilire se un particolare sistema – un cristallo, un virus, una cellula o il pianeta Terra– è vivo, tutto ciò che ci serve è stabilire se il suo schema di organizzazione è quello di una rete autopoietica. Se lo è, abbiamo a che fare con un sistema vivente; se non lo è, il sistema non è vivente.
... la cognizione, il processo della vita, è legata in maniera indissolubile all’autopoiesi. Autopoiesi e cognizione sono due aspetti differenti dello stesso fenomeno. Nella nuova teoria tutti i sistemi viventi sono sistemi cognitivi, e la cognizione comporta sempre l’esistenza di una rete autopoietica."
Il concetto di Struttura - Organizzazione - Processo (SOP), nel quale un processo auto-organizza la sua propria struttura, applicato da Capra agli organismi viventi, è stato ulteriormente generalizzato.
 
Net of Indra, detail
Bruce Pollock, Net of Indra, oil on canvas, 1997

la stella del Tao


"Ho provato a scrivere un romanzo che non solo avesse la matematica tra i suoi argomenti, ma che, in un certo senso, fosse esso stesso matematica. Doveva incarnare un modello, un ordine, un'armonia: che in fondo è uno dei tradizionali obiettivi della matematica pura".

«Qualcuno ha detto che La stella di Ratner è il mostro al centro della mia produzione. Ma forse è come se fosse in orbita, in orbita attorno ai miei altri libri».

Don DeLillo

giovedì 19 maggio 2011

Tao complesso livello 4: Eteropoiesi del Tao

I sistemi autopoietici sono in modo strutturale dei sistemi aperti, che scambiano energia, informazione e in generale interagiscono con l’esterno pur mantenendo sempre la propria autonomia, omeostasi, chiusura organizzativa e lo schema autopoietico a rete.
Si pongono quindi tre situazioni quando si considera il sistema con il suo contesto: l’interazione tra un sistema autopoietico e il proprio ambiente, l’interazione tra due sistemi autopoietici (identici o diversi) e l’interazione congiunta di due sistemi autopoietici tra loro e con l’ambiente.


Nella descrizione complessa di Maturana e Varela tutti questi casi emergono in modo naturale dalla teoria, e sono stati trattati dagli autori con il concetto di Accoppiamento Strutturale.

Nelle parole di Capra:

“Nella descrizione della presenza della vita, a partire dai batteri fino agli ecosistemi su grande scala, osserviamo reti di componenti che interagiscono a vicenda in modo tale che la rete regola e organizza se stessa. Poiché questi componenti, tranne che nel caso delle reti in una cellula, sono essi stessi sistemi viventi, un quadro realistico delle reti autopoietiche deve comprendere una descrizione del modo in cui i sistemi viventi interagiscono fra loro e, più in generale, col proprio ambiente. In effetti questa descrizione è parte integrante della teoria dell'autopoiesi elaborata da Maturana e Varela. La caratteristica centrale di un sistema autopoietico è data dal fatto che esso subisce continue modifiche strutturali conservando nel contempo il proprio schema di organizzazione a rete. I componenti della rete si producono è si trasformano continuamente a vicenda, e lo fanno in due modi distinti.
Un tipo di modifiche strutturali è costituito da cambiamenti di autorinnovamento. Ogni organismo vivente si rinnova di continuo: le cellule demolendo e costruendo strutture, i tessuti e gli organismi sostituendo le proprie cellule in cicli ininterrotti. Ma a dispetto di questo cambiamento in atto, I'organismo mantiene la propria identità globale,ovvero il proprio schema di organizzazione.
Molti di questi cambiamenti ciclici avvengono assai più velocemente di quanto s'immagini. Per esempio, il nostro pancreas sostituisce buona parte delle proprie cellule ogni ventiquattro ore; le cellule della mucosa gastrica si rigenerano ogni tre giorni; i globuli bianchi si rinnovano nel giro i dieci giorni; e il 98 per cento delle proteine presenti nel cervello viene rimpiazzato in meno di un mese. Anche più sorprendente è il fatto che la pelle sostituisca le proprie cellule al ritmo di centomila al minuto.
Il secondo tipo di modifiche strutturali che avvengono in un sistema vivente è costituito da cambiamenti in cui si creano nuove strutture, cioè nuove connessioni nella rete autopoietica. Anche questi cambiamenti del secondo tipo – evolutivi piuttosto che ciclici - hanno luogo di continuo, o come conseguenza di influenze ambientali o come risultato della dinamica interna del sistema. Secondo la teoria dell'autopoiesi, un sistema vivente interagisce con il suo ambiente attraverso un “accoppiamento strutturale”, cioè attraverso interazioni ricorrenti, ognuna delle quali innesca modifiche strutturali nel sistema. Per esempio, una membrana cellulare incorpora di continuo sostanze del suo ambiente nei processi metabolici della cellula. Ogni percezione sensoriale causa un cambiamento nelle connessioni del sistema nervoso di un organismo. Tuttavia questi sistemi viventi sono autonomi. L'ambiente si limita a innescare le modifiche strutturali; esso non le specifica né le dirige. L'accoppiamento strutturale, nella definizione che ne danno Maturana e Varela, stabilisce una chiara distinzione fra il modo in cui i sistemi viventi e quelli non viventi interagiscono con il proprio ambiente.”

La definizione di Maturana e Varela di Accoppiamento Strutturale è:

Parliamo di accoppiamento strutturale ogni volta che esiste una storia di interazioni ricorrenti che portano ad una congruenza strutturale tra due (o più) sistemi

o anche:

Accoppiamento Strutturale è il termine utilizzato per il coinvolgimento (engagement) determinato dalla struttura (e che determina la struttura) di una data unità sia con il proprio ambiente sia con un’altra unità.

E’ un 

… processo storico che porta ad una coincidenza spazio-temporale tra i cambiamenti di stato dei partecipanti. Come tale, l’accoppiamento strutturale ha connotazioni sia di coordinazione sia di co-evoluzione

E più specificamente nei due casi:
  • Sistema accoppiato con il suo Ambiente
Se uno dei sistemi plastici è un organismo e l’altro il suo medium, il risultato è un adattamento ontogenetico del’organismo con il suo medium: I cambiamenti di stato dell’organismo corrispondono ai cambiamenti di stato del medium."

Per sistema "plastico" si intende un sistema che ha la capacità di modificarsi a seconda delle perturbazioni interne o esterne.
 
La continua interazione tra un sistema strutturalmente plastico in un ambiente con perturbazioni ricorrenti produrrà una continua selezione della struttura del sistema. Questa struttura determinerà, d’altra parte, lo stato del sistema e il suo dominio di perturbazioni ammissibili, e d’altra parte permetterà al sistema di operare in un ambiente senza disintegrarsi.
  • Sistema accoppiato con un altro Sistema
Se due sistemi plastici sono organismi, il risultato del loro accoppiamento strutturale ontogenetico è un dominio consensuale.

Un dominio consensuale è definito come “… un dominio di sequenze di stato interbloccate (intercalate e reciprocamente attivanti), stabilite e determinate attraverso interazioni ontogeniche tra sistemi strutturalmente plastici e determinati. Dato che i domini consensuali sono definiti sia dalle strutture dei loro partecipanti sia dalla storia dalla quale essi pervennero ad esistere, essi non sono riducibili a descrizioni in termini di uno solo dei due.

Due organismi accoppiati strutturalmente tra loro sono anche necessariamente sempre accoppiati con il loro ambiente:

«Se l’organismo e il suo sistema nervoso sono plastici a livello strutturale, la realizzazione continua dell’autopoiesi dell’organismo porta necessariamente ad un accoppiamento strutturale dell’organismo e del sistema nervoso l’uno con l’altro e con il medium in cui l’autopoiesi si realizza» 

L’accoppiamento strutturale costituisce quindi il fondamento di tutti i sistemi interattivi animali e umani e fornisce le basi per la loro interazione dai livelli 2-3 cellulare/biologico/organismo al livello 4 di interazione tra organismi e il livello 5 di ambiente/ecosistema. Fino a che sopravvive, un sistema plastico a livello strutturale diventerà automaticamente e rapidamente accoppiato in modo sempre più ricco con il suo ambiente. Perciò, se l’ambiente è formato da altri sistemi strutturalmente plastici, essi risulteranno accoppiati l’uno con l’altro con sempre maggiore complessità. Inoltre, questo accoppiamento «è una conseguenza necessaria delle loro interazioni ed è tanto maggiore quanto più numerose sono le interazioni che si verificano».
Bateson ha descritto lo stesso fenomeno in termini di tautologia auto-terapeutica (Bateson definisce la tautologia come un insieme di proposizioni connesse in cui la validità dei "legami" non può essere messa in dubbio. La verità delle proposizioni invece non è richiesta, ad esempio la geometria euclidea):
«Se la si lascia stare, qualunque ampia porzione di Creatura (nota: inteso come Organismo) tende a stabilizzarsi verso la tautologia, cioè verso una coerenza interna di idee e di processi"

 
Nella descrizione dei sistemi autopoietici e nel loro accoppiamento strutturale rimane sempre centrale il ruolo dell’osservatore che descrive i sistemi e le loro interazioni. A questo proposito Varela nota come

«ad ogni stadio l’osservatore è in rapporto con il sistema attraverso una comprensione che modifica la sua relazione con esso».

 

Tao pura-mente acustico


Icy wind of night be gone
This is not your domain
In the sky a bird was heard to cry
Misty morning whisperings
And gentle stirring sounds
Belied the deathly silence
That lay all around.

Hear the lark and harken
to the barking of the dog fox
Gone to ground
See the splashing of the kingfisher flashing to the water
And a river of green is sliding
Unseen beneath the trees
Laughing as it passes
Through the endless summer
Making for the sea

In the lazy water meadow
I lay me down.
All around me golden sunflakes
Settle on the ground.
Basking in the sunshine
Of a bygone afternoon
Bringing sounds of yesterday
Into this city room

Hear the lark and harken
To the barking of the dog fox
Gone to ground
See the splashing
Of the kingfisher flashing to the water
And a river of green is sliding
Unseen beneath the trees
Laughing as it passes
Through the endless summer
Making for the sea

In the lazy water meadow
I lay me down
All around me golden sunflakes
Covering the ground
Basking in the sunshine
Of a bygone afternoon
Bringing sounds of yesterday
Into my city room.

Hear the lark and harken
To the barking of the dog fox
Gone to ground
See the splashing
Of the kingfisher flashing to the water
And a river of green is sliding
Unseen beneath the trees
Laughing as it passes
Through the endless summer
Making for the sea




River Cam, Grantchester Meadows, Cambridge, UK

















mercoledì 18 maggio 2011

i criteri mentali del Tao


Nella descrizione di Maturana e Varela dei sistemi viventi come sistemi autopoietici è centrale il ruolo della cognizione (dal latino: cognoscere, "sapere") in quanto:

"I sistemi viventi sono sistemi cognitivi, e il vivere in quanto processo è un processo di cognizione. Questa dichiarazione è valida per tutti gli organismi, con o senza un sistema nervoso"

Bateson lavorò per anni sui criteri che possono definire un sistema "mentale". I primi lavori dove espose modelli di questo tipo furono "La cibernetica dell"Io": una teoria dell'alcoolismo" e "Patologie dell'Epistemologia" del 1969.
I sei criteri furono esplicitamente formulati in "Mente e Natura", dove li presentò come:

"...tenterò di fare un elenco di criteri tali che, se un qualunque aggregato di fenomeni, un qualunque sistema, soddisfa tutti questi criteri, io potrò dire senza esitazione che l'aggregato è una "mente" e, per capirlo, mi aspetterò di aver bisogno di spiegazioni di genere diverso da quelle bastevoli a spiegare le caratteristiche delle sue parti costituenti.
Questo elenco è la chiave di volta di tutto il libro. E' indubbiamente possibile addurre altri criteri, che potrebbero forse sostituire o modificare l'elenco da me proposto."

Indipendentemente e in modo complementare negli stessi anni Maturana sviluppò il concetto di autopoiesi, e nella sua identificazione come processo di cognizione assunse una serie di criteri che sono analoghi a quelli di Bateson, denominati "Teoria di Santiago della Cognizione".

Capra e Dell hanno discusso le differenze e le analogie tra gli assunti di Bateson e Maturana
 
I «Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti»
    Questo criterio è impliclito nel concetto di rete autopoietica, che è una rete di componenti interagenti.
    Bateson specifica come:

    "In molti casi, alcune parti di tale aggregato possono a loro volta soddisfare tutti i criteri: in tal caso anch'esse debbono essere considerate come "menti" o "sottomenti". Tuttavia esiste sempre un livello inferiore di divisione in cui le parti risultanti, considerate separatamente, non possiedono la complessità necessaria a soddisfare i criteri di mente."


    II «L’interazione tra le parti della mente è attivata dalla differenza»
      Secondo la teoria di Santiago, un organismo vivente genera un mondo compiendo distinzioni. La cognizione risulta uno schema di distinzioni, e le distinzioni sono percezioni di differenze.
      Per esempio un batterio percepisce differenze di temperatura e composizione chimica, e il mondo che genera è un mondo di freddo/caldo e pH.
      Sia Maturana che Bateson pongono l'accento sulla differenza, ma mentre per Maturana le caratteristiche particolari di una differenza fanno parte del mondo che è generatonel processo della cognizione, Bateson, come sottolinea Dell, considera le differenze aspetti oggettivi del mondo:

      "Ricevere informazioni vuole dire sempre e non necessariamente ricevere notizie di differenza, e la percezione della differenza è sempre limitata da una soglia. Le differenze troppo lievi o presentate troppo lentamente non sono percepibili"

      Nella visione di Bateson, dunque, le differenze sono aspetti oggettivi del mondo, ma non tutte le differenze sono percepite:

      "L’informazione consiste in differenze che producono una differenza

      Con questa definizione dell'informazione come differenza, Bateson si avvicina molto all'idea di Maturana secondo cui le perturbazioni provenienti dall'ambiente innescano cambiamenti strutturali in un organismo vivente. Bateson sottolinea inoltre che organismi differenti percepiscono differenti tipi di differenze e che non c'è alcuna informazione oggettiva o alcuna conoscenza oggettiva. Tuttavia, egli non rinuncia all'idea che "là fuori", nel mondo fisico, esista l'oggettività, anche se noi non possiamo conoscerla.

      III «Il processo mentale richiede una energia collaterale»
        Con questo criterio Bateson pone in evidenza la distinzione fra le maniere in cui sistemi viventi e non viventi interagiscono con il proprio ambiente. Come Maturana, egli fa una netta distinzione fra la reazione di un oggetto inanimato e la risposta di un organismo vivente. Ma mentre Maturana descrive l’autonomia della risposta dell'organismo in termini di accoppiamento strutturale e di schemi non lineari di organizzazione, Bateson la definisce in termini di energia, con un'accurata precisazione del termine "energia":

        “Quando do un calcio a una pietra le fornisco energia ed essa si muove con quell'energia....Quando do un calcio a un cane esso reagisce con un energia tratta dal suo metabolismo."

        "Benchè sia chiaro che i processi mentali scattano per azione della differenza (al livello più semplice) e che la differenza "non è" energia e di solito non contiene energia, è tuttavia pur sempre necessario discutere l'energetica del processo mentale, poichè‚ i processi, di qualunque genere essi siano, richiedono energia.
        Le cose viventi sono sottoposte alle grandi regole conservatrici della fisica: le leggi della conservazione della massa e dell'energia valgono senza eccezioni per le creature viventi. Nel processo del vivere non c'è nè creazione nè distruzione di energia (intesa come massa per velocità al quadrato). D'altra parte, la "sintassi" usata per descrivere l'energetica della vita è una sintassi diversa da quella in uso cent'anni fa per descrivere l'energetica della forza e dell'urto. Questa differenza di sintassi è il mio terzo criterio del processo mentale."

        Tuttavia Bateson era ben consapevole del fatto che schemi non lineari di organizzazione costituiscono una caratteristica principale dei sistemi viventi, come dimostra il suo criterio seguente.

        IV «Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari (o più complesse)»

        La definizione dei sistemi viventi in termini di schemi non lineari di causalità fu la chiave che condusse Maturana al concetto di autopoiesi basato sul concetto di chiusura operazionale di sistema. Bateson ricavò il IV criterio dall'esperienza e dai metodi della prima e seconda cibernetica, di cui fu tra i fondatori.

        I primi quattro criteri del processo mentale di Bateson sono dunque impliciti nella teoria di Santiago della cognizione. Negli ultimi due criteri , tuttavia, diviene evidente la differenza cruciale fra le concezioni della cognizione di Bateson e di Maturana.


        V «Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come trasformati (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti»

        Qui Bateson presume in modo esplicito l'esistenza di un mondo indipendente, che consiste di caratteristiche obbiettive come oggetti, eventi e differenze. Questa realtà esterna che esiste in modo indipendente viene quindi “trasformata”, o “codificata", in una realtà interna. In altre parole, Bateson sposa l’idea secondo cui la cognizione coinvolge rappresentazioni mentali di un mondo oggettivo.

        "A questo punto, dobbiamo considerare come le differenze esaminate nella discussione del secondo criterio e il loro seguito di effetti sotto forma di altre differenze diventano materiale di informazione, di ridondanza, di struttura e così via. In primo luogo dobbiamo notare che qualunque oggetto, evento o differenza del cosiddetto 'mondo esterno' può diventare una sorgente d'informazione, purch‚ sia incorporato in un circuito dotato in una rete opportuna di materiale flessibile in cui esso possa produrre dei cambiamenti. In questo senso l'eclissi di sole, l'impronta dello zoccolo di un cavallo, la forma di una foglia, l'occhio sulla penna di un pavone, insomma qualunque cosa può essere incorporata nella mente se mette in moto queste successioni di conseguenze.
        Passiamo quindi all'enunciazione, nella forma più ampia possibile, della famosa asserzione generale di Korzybski, secondo la quale "la mappa non è il territorio". Osservando la cosa nella prospettiva amplissima che qui adottiamo, noi vediamo la mappa come una specie di effetto che assomma le differenze, che organizza le notizie di differenze del 'territorio'. La mappa di Korzybski è un'utile metafora ed è stata di aiuto a moltissimi, ma ridotta ai suoi termini più semplici la sua asserzione generale dice che l'effetto non è la causa.
        Questo fatto - cioè questa differenza tra effetto e causa quando entrambi sono incorporati in un sistema opportunamente flessibile - è la premessa fondamentale di ciò che possiamo chiamare "trasformazione" o "codificazione"."

        Nell'ultimo criterio Bateson elabora ulteriormente la posizione "rappresentazionista":


        VI «La descrizione e classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni»

        Per spiegare questo criterio Bateson utilizza l'esempio di due organismi che comunicano fra loro. Seguendo il modello computazionale della cognizione, egli descrive la comunicazionè in termini di messaggi - cioè di segnali fisici oggettivi, come i suoni - che vengono mandati da un organismo all'altro e vengono quindi codificati (cioè trasformati in rappresentazioni mentali).
        In tali comunicazioni, afferma Bateson, l'informazione scambiata non consisterà solo di messaggi, ma anche di messaggi sulla codificazione dei messaggi, che costituiscono una classe diversa di informazioni. Sono messaggi su messaggi, o metamessaggi, che Bateson definisce come appartenenti a un tipo logico differente, mutuando tale termine da Russell e Whitehead. Questa proposizione conduce poi Bateson in modo naturale a ipotizzare “messaggi su metamessaggi" e così via, a ipotizzare in altre parole una “gerarchia di tipi logici". L'esistenza di questa gerarchia di tipi logici è l'ultimo criterio del processo mentaledi Bateson.

        Anche la teoria di Santiago dà una descrizione della comunicazione fra organismi viventi. turana Dal punto di vista di Maturana la comunicazione non implica nessuno scambio di messaggi o informazioni, ma implica “comunicazioni su comunicazioni" e quindi ciò che Bateson chiama gerachia di tipi logici. Tuttavia, secondo Maturana, una tale gerarchia si manifesta con il linguaggio e la consapevolezza di sé che sono propri degli esseri umani, e non è una caratteristica del fenomeno generale della cognizione. Con il linguaggio umano nascono il pensiero astratto, i concetti, i simboli, le rappresentazioni mentali, la consapevolezza di sé e tutte le altre qualità che sono caratteristici del termine specifico conosciuto come coscienza. Dal punto di vista di Maturana le codifiche, le “trasformate” e i tipi logici di Bateson – i suoi due ultimi criteri – non sono caratteristiche della cognizione in generale, ma della coscienza umana.

        Secondo Capra nel corso degli ultimi anni della sua vita Bateson si sforzò di trovare altri criteri che si potessero applicare alla coscienza. Benchè egli sospettasse che “il fenomeno sia in qualche modo connesso alla questione dei tipi logici” non riuscì a riconoscere i suoi due ultimi criteri come criteri della coscienza piuttosto che del processo mentale.

        Alla fine della presentazione dei sei criteri Bateson in “Mente e Natura” conclude:

        "Per concludere … ricorderò alcune delle potenzialità della mente che soddisfano i sei criteri. In primo luogo, vi sono due caratteristiche della mente che possono essere menzionate insieme, entrambe rese possibili dai criteri da me citati. Queste due caratteristiche strettamente legate sono l'autonomia e la morte. L'autonomia - letteralmente il "controllo di sè", dal greco "autos" (sè) e "nomos" (legge) - risulta dalla struttura ricorsiva del sistema. Si può discutere se una macchina semplice con regolatore possa o no controllarsi o essere controllata da se stessa, ma immaginiamo di aggiungere a questo semplice circuito altri anelli d'informazione e di azione. Quale sarà il contenuto del materiale di segnalazione che si propagherà lungo questi anelli? La risposta, naturalmente, è che lungo tali anelli si propagheranno messaggi "intorno" al comportamento dell'intero sistema.
        In un certo senso, il semplice circuito originale conteneva già queste informazioni ( “va troppo forte”, “va troppo piano”), ma il livello successivo porterà un'informazione del tipo “la correzione di 'va troppo forte' non è abbastanza rapida”, o “la correzione di 'va troppo forte' è eccessiva”. Cioè, i messaggi diventano messaggi intorno al livello immediatamente inferiore. Di qui all'autonomia il passo è molto breve.
        Per quanto riguarda la morte, essa è resa possibile in primo luogo dal primo criterio, secondo il quale l'entità è fatta di molte parti. Con la morte queste parti sono disarticolate o gettate nel caos. Ma essa segue anche dal quarto criterio. La morte è la rottura dei circuiti e, con ciò, la distruzione dell'autonomia.
        Oltre queste due caratteristiche molto profonde, la specie di sistema che chiamo "mente" è capace di finalità e di scelta tramite le proprie possibilità autocorrettive. E' in grado di assumere uno stato stazionario o di andare in fuga o di collocarsi in qualche combinazione intermediaria. E' influenzata dalle 'mappe', mai dal territorio, ed è pertanto soggetta alla limitazione espressa dall'asserzione generale che le informazioni che essa riceve non "proveranno" mai nulla sul mondo o su di essa. Come ho affermato … la scienza non prova mai nulla.
        In aggiunta a ciò, il sistema apprenderà e ricorderà, accumulerà entropia negativa, e lo farà giocando a quei giochi stocastici chiamati "empirismo" o "tentativi ed errori". Accumulerà energia. Sarà inevitabilmente caratterizzato dal fatto che tutti i messaggi sono di un qualche tipo logico, e sarà quindi perseguitato dalla possibilità di confusione dei tipi logici. Infine, il sistema sarà in grado di unirsi ad altri sistemi simili per costruire totalità ancora più grandi.
        Per concludere si possono porre due domande: Il sistema sarà capace di una qualche preferenza estetica? Il sistema sarà capace di coscienza?
        Quanto alla preferenza estetica, mi sembra che la risposta potrebbe essere positiva. E' concepibile che questi sistemi siano in grado di riconoscere caratteristiche simili alle proprie in altri sistemi che potrebbero incontrare. E' concepibile assumere i sei criteri come criteri della vita e congetturare che qualunque entità dotata di queste caratteristiche attribuirà un valore ("positivo" o "negativo") ad altri sistemi che manifestino i segni esteriori e visibili di caratteristiche simili. Forse il motivo per cui ammiriamo una margherita è il fatto che essa manifesta - nella sua forma, nella sua crescita, nel suo colore e nella sua morte - i sintomi di essere viva? Il nostro apprezzamento di essa è nella stessa misura un apprezzamento della sua somiglianza con noi stessi.
        Quanto alla coscienza, la faccenda è più oscura. In questo libro nulla s'è detto sulla coscienza tranne che, nel caso della percezione, abbiamo notato che i processi percettivi non sono coscienti ma che i loro prodotti possono esserlo. Quando "coscienza" è usato in questo senso, si direbbe che il fenomeno sia in qualche modo connesso con la questione dei tipi logici, alla quale abbiamo prestato parecchia attenzione. Tuttavia non sono a conoscenza di alcun materiale che veramente connetta i fenomeni della coscienza con fenomeni più primitivi o più semplici, nè ho tentato di farlo in questo libro."

        Sulle differenze tra Bateson e Maturana Dell scrive:

        "Bateson ha affermato che la visione sistemica rappresenta la corretta epistemologia del mondo vivente, ma non ci spiega come mai. L’ontologia di Maturana fornisce una risposta a tale quesito. Il mondo vivente è organizzato in modo sistemico perché l’organizzazione sistemica (cioè, l’accoppiamento strutturale, o mente) è una necessaria conseguenza dell’interazione dei sistemi viventi strutturalmente determinati. Fino a che vivono e interagiscono, i sistemi viventi, automaticamente, si accoppiano strutturalmente l’uno con l’altro, così da formare un sistema interattivo chiuso. In altre parole, il concetto di Maturana di determinismo strutturale genera e sviluppa l’epistemologia cibernetica di Bateson e ne chiarisce l’opera complessiva eliminando i residui di oggettività ancora presenti in essa."

           

        lunedì 16 maggio 2011

        via dal Tao dentro il Tao

        il Te del Tao: XVI - VOLGERSI ALLA RADICE


        XVI - VOLGERSI ALLA RADICE

        Arrivare alla vacuità è il culmine,
        mantenere la quiete è schiettezza:
        le diecimila creature insieme sorgono
        ed io le vedo ritornare a quelle,
        quando le creature hanno avuto il lor rigoglio
        ciascuna fa ritorno alla sua radice.
        Tornare alla radice è quiete,
        il che vuol dire restituire il mandato,
        restituire il mandato è eternità.
        Chi conosce l'eternità è illuminato,
        chi non la conosce insensatamente provoca sventure.
        Chi conosce l'eternità tutto abbraccia,
        tutto abbracciando è equanime,
        essendo equanime è sovrano,
        essendo sovrano è Cielo,
        essendo Cielo è Tao,
        essendo Tao a lungo dura
        e per tutta la vita non corre pericolo.